COMITATO PER L'UNITÀ DI CONTO EFA (ECONOMIA FACILITATA) Menu

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Moneta complementare perchè……..

Moneta Complementare Perche?

a)    Di chi è l’euro? Il punto di vista di un giurista
Circa due anni fa ho iniziato a chiedermi a chi appartiene l’euro in circolazione. Ho iniziato ad approfondire il discorso partendo dai testi e dalla biografia del professore Giacinto Auriti. In particolare ho studiato il paese dell’utopia. Auriti è stato un professore italiano di diritto, ha svolto ricerche scientifiche sull’usura e ha fondato la scuola di Teramo nel campo del diritto monetario. Sviluppa una teoria economica che intende la moneta come unità di misura del valore e come tale accettata convenzionalmente da chi la usa come mezzo di scambio, divenendo così uno “strumento” dello scambio di beni[2] (teoria del valore indotto della moneta). Nel suo carattere convenzionale risiederebbe il diritto di chi ne accetta la convenzione, ossia il popolo, di esigerne la proprietà (proprietà popolare della moneta). Essendo la moneta de popolo Auriti sostiene che dal punto di vista della scienza giuridica, il popolo non possa pagare un prezzo (tasso d’interesse) per ottenere qualcosa che già gli appartiene. Nel 2000 per provare le sue teorie sulla creazione di valore della moneta da parte dei cittadini crea una moneta il Simec alternativo alla lira nel paese di Guardiagrele provincia di Chieti.
b)    Le tre caratteristiche della moneta: misura del valore, mezzo di scambio, riserva del valore. Il punto di vista economico.
Circa un anno fa ho iniziato ad approfondire il primo punto studiando le teorie economiche dei due professori della Bocconi Massimo Amato e Luca Fantacci. In particolare ho studiato i seguenti testi: L’enigma della moneta, Fine della Finanza e Come salvare il mercato dal capitalismo.
Leggendo sia Auriti che Barnard che Amato e Fantacci ho scoperto nelle relative teorie molti punti di incontro, questi punti comuni mi hanno fatto nascere l’idea di creare un nuovo strumento finanziario che sia utile a chi produce beni e servizi e a non chi utilizza la moneta per fare speculazione. Riassumerò brevemente ogni punto:

b1) Che cos’è moneta. Tutti questi studiosi sono d’accordo con il fatto che la moneta è anzitutto una misura del valore dei beni di una comunità. Prima di essere un mezzo di scambio infatti è necessario avere uno strumento condiviso da tutti che permetta ad una stessa comunità di avere un’unica contabilità (unità di conto).
b2) Che cosa non è moneta. Tutti questi  studiosi ritengono che la moneta rimanga un mero simbolo quando viene accumulata e non viene fatta circolare.
Una unità di conto infatti è il prodotto di un’attività convenzionale all’interno di un sistema che nella sua continuità (circolazione monetaria) realizza il potere d’acquisto degli attori. “come l’energia elettrica non nasce se non gira la dinamo, così il valore monetario non nasce se non circola la moneta nell’attività negoziale del mercato” Auriti.
Per Amato citando Kant “E’ denaro cio’ il cui uso è possibile solo attraverso la sua cessione”. Ancora Amato continua dicendo: Moneta è quella cosa di cui si fa uso non trattenendola per se, ma liberandosene, lasciandola andare dalle proprie mani verso altre mani.
Anche per Amato come Auriti il luogo della moneta è la circolazione, se tale circolazione ha luogo in una comunità, la circolazione dei beni è il modo in cui la sparizione della moneta si compie in ogni istante.
B3) Cosa rende una moneta non moneta. Tutti questi studiosi sono d’accordo con il fatto che la qualità di riserva di valore (risparmio)  propria della moneta come ce l’hanno insegnata in macroeconomia rendano la moneta non moneta. Come abbiamo visto al punto b2 la moneta che viene tolta dalla circolazione monetaria rimane un mero simbolo. Per Amato e Fantacci questa caratteristica è la causa della crisi economica attuale. Rifacendosi a Keynes ritengono che durante le crisi economiche siano da enfatizzare politiche di spesa piuttosto che politiche deflattive in quanto queste ultime tendono a rallentare la circolazione monetaria.
B4) Cos’è improprio nella moneta, la moneta merce e il prezzo commerciale della moneta. Tutti questi studiosi sono d’accordo con il fatto che una moneta non spesa, quindi sottratta dalla circolazione e accumulata, venga utilizzata per comprare altra moneta , quindi, per fare speculazione o in altri termini per arricchirsi grazie alla finanza a discapito della produzione.
Kant e Keynes ci insegnano che qui capita una cosa assurda, ovvero, si confonde il mezzo con il fine. La moneta cessa di essere mezzo di scambio, diventando essa stessa il fine del mercato capitalistico. Un’effetto aberrante di questo paradosso è il fatto che si passa da una definizione di ricchezza come desiderio di avere beni e servizi, ad una definizione di ricchezza come desiderio di avere ulteriore moneta. Gli  intermediari finanziari attuali  permettono tutto ciò quando fanno pagare un prezzo per comprare e vendere moneta; tutto questo fa crescere a dismisura il mercato capitalistico finanziario e decrescere l’economia produttiva di beni e servizi.
B5) il tasso d’interesse alla lente:  il punto di vista giuridico  ed economico.
Auriti tratta la cosa dal punto di vista giuridico.
Per lui, la moneta appartiene a chi la utilizza e non a chi la emette, quindi, come può chi la emette far pagare un prezzo per qualcosa che non gli appartiene?
Amato e Fantacci ne danno una trattazione economica.
Come abbiamo letto al punto b4 la crisi attuale è nata a causa del  fatto che si è confuso il mezzo con il fine monetario spostando l’interesse collettivo dalla produzione alla finanza. Questo è stato possibile in quanto si è istituito un prezzo (tasso d’interesse)  che ha permesso la compra vendita di moneta. La moneta così è diventata una merce come tutte le altre perdendo la sua caratteristica di mezzo di scambio e unità di conto.
C)    Cosa si può fare nel nostro piccolo per invertire la tendenza speculativa della finanza.
Amato e Fantacci propongono un nuovo strumento finanziario che si rifaccia alle clearing union di Keynes il cui scopo non sia quello di sostituire l’euro o di fare la guerra alle banche, ma la cui finalità sia quella di contrastare la crisi di liquidità e di credito nella nostra economica locale.
C1) Si dovrà creare una camera di compensazione che avrà le seguenti caratteristiche:
•    Fungerà da unità di conto (vedi punto b1)
•    Il credito o la moneta complementare dovrà essere spesa e non accumulata all’interno del circuito (vedi punto b2-b3)
•    Non si farà pagare alcun interesse a chi la utilizza ma solo a chi l’accumula (vedi punto b4-b5)
•    Il saldo della camera di compensazione dovrà tendere allo 0.
C2) Che cosa intendo per camera di compensazione? Sarà un circuito monetario in cui l’emissione del mezzo di scambio (circolazione monetaria) è affidato alle imprese e a tutti coloro che sono iscritti nel sistema. L’emissione avviene a titolo di compenso per il lavoro svolto da coloro che partecipano al circuito. Ogni impresa, lavoratore, esercente ha un conto sul quale riceve la moneta guadagnata e da cui trae il potere d’acquisto necessario per acquisire i beni prodotti dalle imprese. Si tratta di un circuito in cui gli attori si faranno credito fra di loro attraverso compensazioni multilaterali.
C3) Alcuni esempi di camera di compensazione esistenti:
Eurobexb, Moneta di Nantes e Banca Wir, do una breve descrizione della prima in quanto italiana.
EuroBexB: la società BexB, nata nel 2001 a Brescia, presenta al mercato industriale e commerciale italiano il Corporate Barter (o compensazione multilaterale), realtà ampiamente sviluppata negli Stati Uniti (dove copre il 2% del PIL) e in Svizzera (con Wir Bank). All’interno del Network le aziende associate (oggi oltre 2200) acquistano beni e servizi senza pagare in moneta tradizionale (o solo in parte con moneta tradizionale),ma pagando con nuove vendite alle imprese del circuito.. un vero e proprio baratto evoluto poiché lo scambio è diventato multilaterale! Tutto ciò è possibile grazie alla gestione di un sistema di crediti e debiti commerciali (a tasso zero, essendo non bancari) in EuroBexB: una vera e propria unità di conto che regola gli scambi in compensazione multilaterale. Tale sistema permette alle aziende di risparmiare liquidità e costi di finanziamento, ma anche di aumentare le proprie vendite. E’ importante valutare anche il positivo impatto sul mercato circostante: i costi risparmiati dalle imprese possono trasformarsi, ad esempio, in investimenti di ricerca e sviluppo o nell’assunzione di nuove risorse umane.

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