COMITATO PER L'UNITÀ DI CONTO EFA (ECONOMIA FACILITATA) Menu

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La nascita del denaro e la profonda trasformazione sociale della comunità.

Il denaro vero è proprio come intermediario dello scambio fa la sua comparsa in Lidia: un piccolo regno dell’Asia Minore alla fine dell’ VIII sec. a.C. Insieme al denaro nasce anche il suo fratello minore: il mercato e contemporaneamente fanno la loro apparizione: la filosofia, l’economia, la democrazia, il lavoro individuale, la povertà individuale e la solitudine dell’uomo. Infatti, distrutte in maniera irreparabile le strutture tribali, l’uomo per la prima volta nella sua storia, si trova a doversi procacciare i mezzi di sussistenza da solo o con la sua famiglia senza poter più contare sull’aiuto solidale del gruppo. Secondo Polany “Nella situazione tribale, la sorte economica era stata collettiva, non individuale” e ancora “Ai tempi di Omero appartenere al gruppo significava non doversi preoccupare per il cibo”. Con la comparsa del denaro e la distruzione delle strutture tribali, la fiducia lascia il posto alla diffidenza. La fiducia dal momento che non è più automatica come in passato acquista un’enorme importanza e con essa anche il denaro, perché il denaro essenzialmente è credito e il credito vuole dire fiducia. La fiducia ora non è più data da una persona direttamente, ma da un enigmatico cerchio di metallo. Compare anche un concetto prima del tutto sconosciuto: la parsimonia. Un’ulteriore novità è data poi dalla concorrenza: il vasaio gareggia con il vasaio, l’artigiano con l’artigiano e il povero invidia il povero.

Il lavoro diventa un obbligo, se nel periodo antecedente la pigrizia era tollerata, ora diventa un crimine. L’uomo scopre la fame individuale e solo con il lavoro si può evitare.

Col denaro si entra nell’età del ferro ed è in questo momento che l’uomo inizia a rimpiangere la mitica età dell’oro (intesa come splendore precedente, non come moneta) in cui gli Dei lo amavano ancora e la terra dava i suoi frutti in abbondanza senza che ci si dovesse scannare fra simili per averli.

Fino al 700 a.C. scrive Heichelheim la polis era un punto di riunione dei cittadini di pieno diritto e un insieme di castelli e palazzi delle famiglie aristocratiche, ma non era di certo una città nel senso economico del termine, la maggioranza della popolazione non aveva ancora . abbandonato la produzione primaria e non era in grado di scambiare i prodotti con moneta.

Le città greche dopo il 700 a.C. quando contemporaneamente furono inventate le monete, divennero città economiche e con l’economia e la moneta fu creata l’usura. “polis vuol dire democrazia e la democrazia è legata al mercato e al denaro”. Infatti in un modello democratico in cui ci si aspetta che i cittadini si amministrino da se, la distribuzione degli alimenti, prima affidata in larga misura alla solidarietà tribale o allo stato, richiede il sistema di mercato o il denaro.

 E’ documentato che moneta e mercato (inteso in senso moderno, basato sul meccanismo domanda-offerta-prezzo) compaiano contemporaneamente. Ciò avviene al mercato a minuto di generi alimentari di Salamina nel VII sec a.C. La comparsa del denaro e del mercato oltre ad essere storia e anche logica, dal momento che denaro come mezzo di scambio e mercato sono indissolubili uno senza l’altro non ha senso.

Secondo Polanyi: “Un’economia di mercato…. Assume la presenza della moneta che funziona come potere di acquisto nelle mani dei suoi possessori. La produzione sarà poi controllata dai prezzi poiché i profitti di coloro che dirigono la produzione dipendono da essi; anche la distribuzione delle merci dipenderà dai prezzi perché i prezzi formano i redditi ed è per mezzo di questi redditi che le merci prodotte sono distribuite fra i membri della società. Sulla base di questi assunti l’ordine nella produzione e nella distribuzione delle merci  è assicurato solo dai prezzi”. E il prezzo di cui parla Polanyi è il denaro. Infatti il prezzo è la quantità di moneta che viene scambiata con una unità di bene.

Il denaro spersonalizza l’oggetto che viene spogliato di quel valore emotivo, sentimentale e simbolico che aveva invece nelle società tribali e negli antichi imperi. Il valore economico nasce solo con il denaro.  Ora tutto ha un prezzo, per la prima volta ci si da da fare e si lavora non per necessità immediata e nemmeno per convenzione, in virtù di rapporti personali e convinzioni religiose, morali o sociali ma per procurarsi un guadagno pecuniario. E’ dal denaro che dipende ora, in gran parte, la possibilità di procurarsi i mezzi di sussistenza oltre che, ovviamente, il surplus, ciò che viene prodotto in eccedenza.

 

Biliografia usata:

Massimo Fini: Il denaro sterco del demonio

Aristotele: Politica e Etica Nicomachea

K.Polany: La sussistenza dell’uomo

F.M. Heichelheim: Storia economica del mondo antico

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