COMITATO PER L'UNITÀ DI CONTO EFA (ECONOMIA FACILITATA) Menu

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Fraintendimenti sul termine moneta complementare, alcune premesse importanti.

Siamo sicuri che sia stato colto il concetto in maniera corretta (intendo dal punto di vista razionale e scientifico)? E il suo termine non venga distorto da un lato da una scarsa conoscenza sull’argomento e dall’altro da una politicizzazione forzata che ha frainteso i metodi e gli obiettivi a cui il sistema complementare vuole tendere?

Sia da destra (guardando alla moneta complementare come ad uno strumento che voglia far fronte alla mancanza di sovranità monetaria) che da sinistra (guardando alla moneta complementare come ad una moneta che vuole essere l’alternativa all’euro) non si è compresa una cosa fondamentale, la moneta complementare è l’esatto contrario del sistema fondato sulla moneta che noi conosciamo. E’ l’esatto opposto della liquidità, ma non è il baratto.

Tu cosa capisci quando si parla di moneta complementare? Una nutrita maggioranza di quelli che tentano di rispondere a questa domanda sentono solo il termine moneta e pensano che si tratti di una sorta di moneta coniata dai privati e alternativa rispetto a quella a corso legale.

Se questo è ciò che pensi anche tu, sappi che sei completamente fuori strada.

Anzitutto perché il termine complementare non è un sinonimo di alternativo,  in secondo luogo perchè il concetto di moneta complementare è esattamente l’opposto del concetto di moneta come tu la conosci. La moneta complementare si basa sulla compensazione, la moneta a corso legale si basa sulla riserva (liquidità, risparmio)

Il sistema attuale è un sistema capitalistico che si reitera grazie alla liquidità, quindi da la possibilità di accumulare riserve per un lasso di tempo indeterminato provocando un duplice effetto negativo: da un lato genera disequilibri con pochi che accumulano e tanti che stanno a debito costantemente, dall’altro la moneta diventa la merce più richiesta sui mercati di capitale e la sua funzione originaria di mezzo di scambio e misura del valore viene meno, la conseguenza è che chi ne ha continua ad accumularla facendola uscire dal circuito economico.

Il sistema complementare è un sistema cooperativo che si basa sulle compensazioni, in cui non è possibile l’accumulo delle posizioni a debito e a credito, quindi in cui il sistema economico è sempre in equilibrio.

Più che parlare di moneta complementare preferisco quindi portare l’attenzione del lettore su due tipi di sistemi finanziari: uno capitalistico (fondato sull’accumulo delle riserve) e l’altro cooperativo (fondato sulla compensazione multilaterale e normato dalle stanze di compensazione) e tentare di far comprendere quale sia tra i due quello che negli ultimi cento anni ha provocato le crisi finanziarie che abbiamo vissuto.

Messa in questi termini l’opera del divulgatore non viene coinvolta politicamente e al contempo va dritta al cuore del problema, preoccupandosi di adattarsi alle regole accademiche dettate dai classici del pensiero economico (primo tra tutti Keynes), tralascia gli slogan e il titolo di questo potenziale sistema complementare, per concentrarsi sulla sostanza e sull’ alfabetizzazione e diffusione dell’argomento. Darne un titolo impedirebbe la divulgazione, perché è sul titolo che i più si fossilizzano politicizzando l’argomento.

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