COMITATO PER L'UNITÀ DI CONTO EFA (ECONOMIA FACILITATA) Menu

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I mercati finanziari e la fiducia

Prima della crisi la fiducia nella forza del mercato era altissima. Questa fiducia dipendeva dall’idea che non solo il mercato fosse in grado di garantire risultati migliori rispetto a qualsiasi sistema alternativo, ma che questi risultati fossero davvero nell’interesse di tutti.  Purtroppo la fiducia a poco a poco è venuta meno, e i mercati finanziari non sono stati più in grado di funzionare come un tempo. A causa della perdita di fiducia debitori e creditori si guardano con sospetti. Intanto l’offerta di credito diminuisce.
Prima della crisi la fiducia nell’alchimia finanziaria si manifestava nei modi più disparati: strane innovazioni finanziari all’interno dei mercati di capitali ad esempio il carry trade, con gli investitori che prendevano a prestito a buon mercato, ad esempio in yen giapponesi, e in vestivano in sterline, dollari neozelandesi o lire turche, che offrivano  tassi d’interesse molto più alti; banchieri rapaci disposti a scommettere la casa in operazioni stravaganti; e per l’uomo della strada, un enorme aumento dell’esposizione dei mutui dopo che la “casa dei sogni” è diventata parte di una realtà (nuova ma sempre esistita sotto altre spoglie) fondata sulla mania della cartolarizzazione. Con la cartolarizzazione e i mutui subprime il collegamento tra prestatore e investitore è diventato sempre più tenue: chi comprava casa in Arizona, non sospettava che il suo mutuo provenisse da risparmiatori norvegesi che mettevano da parte i soldi per le pensioni future. I risparmiatori norvegesi, a loro volta non sapevano che i loro risparmi venivano investituti sul mercato degli immobili in Arizona, dove alcuni mutuatari subprime non avrebbero mai restituito le somme prese a presito. Ma questo scollamento non era importante: la cartolarizzazione aveva portato a un’esplosione degli strumenti di trasferimento del rischio di credito. I crediti potevano essere riconfezionati e rivenduti sui mercati dei capitali, favorendo la creazione di un collegamento a distanza tra creditore e debitore. Grazie a questo meccanismo, il denaro risparmiato in una parte del mondo è stato incanalato verso nuove opportunità di investimento in ogni angolo del pianeta, a prescindere dall’appatibilità, dai rischi e dalla opportunità di diversificazione dell’investimento. I pericoli legati a questi grandi flussi finanziari internazionali crescevano di giorno in giorno. L’apertura dei mercati finanziari ha permesso a quei paesi che investono più di quanto risparmiano di trovare capitali da parte di quei paesi che risparmiano più di quanto investano. Tra i paesi risparmiatori c’erano il Giappone, La Germania, Cina, Arabia Saudita ecc.

Quando la crescita è rallentata il rapporto tra creditori e devitori è diventato molto più complicato, i creditori rivogliono i loro soldi, ma i debitori, potrebbero non essere più in grado di pagare. La stagnazione economica, porta alla diffidenza reciproca, al malfunzionamento del mercato del credito, alla carenza di credito e all’insolvenza.

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