COMITATO PER L'UNITÀ DI CONTO EFA (ECONOMIA FACILITATA) Menu

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PICCOLA STORIA DELLA CRISI – IL RUOLO DELLE DISUGUAGLIANZE E DEI MERCATI FINANZIARI

COS’HA INONDATO DI LIQUIDITA’ IL MERCATO FINANZIARIO?

I paesi asiatici dopo la crisi del 1997-1998  (che provocò una forte fuoriuscita di capitali e quindi un effetto recessivo fortissimo), furono costretti ad accettare la tutela del Fondo Monetario Internazionale

Il FMI chiese loro in cambio una cura da cavallo con i “soliti piani di austerità” che anche noi conosciamo.

Per non subire mai più una tale umiliazione e una simile sofferenza sociale quell’episodio insegnò loro che non era un bene essere debitori mondiali, quindi decidesero di diventare creditori e accumulatori

di giacenze cosa che riusì loro facile grazie alle politiche protezionistiche del mercato interno e alla svalutazione dello yuan.

Questi paesi iniziarono ad accumulare un ammontare elevatissimo di riserve che affluirono sotto forma di investimenti esteri la dove la crescita sembrava più sicura: gli Stati Uniti.

I capitali raggiunsero gli USA e  furono investiti in titoli poco rischiosi: titoli di stato.

Questi arrivi di capitale modificarono le condizioni di funzionamento dell’economia americana, inondando il mercato di liquidità e provocando la discesa dei tassi d’interesse a lungo termine.

Le famiglie non ebbero difficoltà a prendere denaro a presito, mentre l’afflusso di capitali fiece lievitare wall street e i prezzi immobiliari. Il patrimonio delle famiglie accrebbe e il loro risparmio si attenuò.

LE ECCEDENZE DEI PAESI ASIATI E DEGLI ALTRI PAESI EMERGENTI CONTRIBUIRONO A MANTENERE L’ESUBERANZA DEI MERCATI FINANZIARI.

UNA LETTURA CRITICA POTREBBE SUGGERIRE CHE: LE ECONOMIE SONO LETTERALMENTE CONDANNATE A REALIZZARE SURPLUS CON L’ESTERO PER NON PASSARE SOTTO LE FORCHE

CAUDINE DEL FMI E DELLA TROIKA.

LA MODERAZIONE ECONOMICA DOPO GLI ANNI 70 E LA CRESCITA DELLE DISUGUAGLIANZE

Dopo la seconda guerra successero 30 anni di abbondanza economica, alla fine di questo trentennio la stagflazione (stagnazione e inflazione) segnò l’atto di morte del Keynesianismo perchè fu interpretato

come la prova della grande predizione di Freadman secondo cui le politiche della domanda non potevano che creare inflazione. Non si tentò allora di rsolvere il problema con nuove ricette, semplicemente

si ritornò al periodo prekenesiano interpretandolo in maniera estrema attraverso modelli ipersofisticati, l’alibi della nuova dottrina divenne: L’EFFICIENZA DEI MERCATI.

Durante questo periodo di grande moderazione tra gli anni 70 e 80 le politiche di quasi tutto il mondo trainati dalla Tatcher e da Regan operarono una vera e propria rivoluzione conservatrice (deregolamentazione

dei mercati, riduzione del ruolo degli stati, mondializzazione, concorrenza fiscale e sociale.

Tra questi due periodi sopra descritti esiste una sostanziale differenza: durante il primo la disuguaglianza di reddito scese,

durante la grande moderazione: LA DISUGUAGLIANZA DI REDDITO SALI’

Guardando gli USA nel periodo 1976-2007 l’1% più ricco si è accaparrato il 58% della crescita generale dei redditi, nel 2002-2007 il 65%, nel 2009-2010 il 93%.

La stessa cosa è avvenuta anche nei paesi europei.

LA CRESCITA DELLE DISUGUAGLIANZE COME UNA DELLE CAUSE DELLA CRISI ECONOMICA ATTUALE

Come è ormai noto la crisi economica attuale è partita nel paese in cui le disuguaglianze sono cresciute di più: gli USA.

CON LA CRISI DI DISUGUAGLIANZA DEI REDDITI COLORO CHE SPENDONO TUTTO O QUASI TUTTO IL LORO REDDITO HANNO MENO DA SPENDERE  E COLORO CHE GIA’

STENTANO A SPENDERE ANCHE UNA FRAZIONE DEL LORO REDDITO LO VEDRANNO ANCORA AUMENTARE RISPARMIANDO DI PIU’.

In particolare negli Stati Uniti l’1% della popolazione ha visto in questi ultimi anni aumentare il risparmio dal 10% al 23% e il 99% della popolazione ha ridotto la sua quota di risparmio dal 90% al 77%,

il che comporta un trasferimento dai secondi ai primi del 13%.

Per far fronte alla riduzione dei risparmi da parte dei secondi si sono attuate politiche monetarie espansiva che come si sa sono efficaci solo se portano ad un aumento dell’indebitamento privato.

Facilitando l’accesso al credito, la discesa dei tassi d’interesse spinge infatti le famiglie ad indebitarsi. Il tasso d’indebitamento delle famiglie passò dal 60% degli anni 80 al 120% del 2007

(rispetto al loro reddito).

Le famiglie degli americani s’indebitarono soprattutto per acquistare casa e questo diede vita alla crisi dei subprime.

Per quanto riguarda l’1% della popolazione che aveva aumentato il suo reddito, cercava occasioni d’impiego per il suo risparmio, in tal modo contribuì direttamente o attraverso la mediazione di un sistema

finanziario che promette mari e monti alla fromazione di bolle speculative (immobiliari e finanziarie).

LA COLPA DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI.

Abbiamo quindi una parte del mondo che ha giacenze e vuole investirle, dall’altro abbiamo una parte del mondo che cerca finanziamenti perchè i suoi risparmi sono diminuiti.

Gli intermediari finanziari che dovrebbero assolvere al compito più complesso che ci sia, ovvero:

influenzare le decisioni di risparmio e investimento degli attori economici hanno rintracciato il risparmio

dei primi e hanno permesso ai secondi di utilizzarlo per attività finanziare spazzatura e per dar vita a bolle immobiliari (mutui subprime).

SE INVECE DI INVESTIRE IN TITOLI STRUTTURATI PERCHE’ ATTRATTO DA PROMESSE DI GUADAGNO INFINITO IL RISPARMIO FOSSE STATO CANALIZZATO A FINANZIARE LE PICCOLE E MEDIE

IMPRESE O LE ENERGIE ALTERNATIVE, SAREBBERO EMERSE NUOVE OPPORTUNITA’ DI CRESCITA ANZICHE’ LA DISSOLUZIONE DEI RISPARMI DI MOLTI.

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