COMITATO PER L'UNITÀ DI CONTO EFA (ECONOMIA FACILITATA) Menu

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Genesi sviluppo e crisi del sistema finanziario

La struttura e le funzioni del sistema finanziario rappresentano il risultato di un processo evolutivo che è in atto da secoli e che non è destinato a fermarsi.
Il processo evolutivo del sistema finanziario può essere riassunto nelle seguenti quattro fasi:
Assenza di un sistema finanziario
Presenza di un sistema finanziario primitivo
Presenza di un sistema finanziario elementare
Presenza di un sistema finanziario evoluto.

Assenza del sistema finanziario
La prima fase è costituita da un sistema embrionale fondato sul baratto in cui non ci sono ne gli intermediari finanziari ne gli strumenti finanziari, quindi neanche la moneta.
Con il baratto ogni scambista in possesso di un bene da scambiare (es. arancio) può acquistare un bene diverso (es. Kiwi) solo incontrando un altro scambista che disponga di quest’ultimo bene e che al tempo stesso sia disponibile a scambiarlo ricevendo in contropartita il bene offerto in cambio (arancio). E’ un sistema che limita le transazioni potenziali in quanto si basa sulla coincidenza delle opposte preferenze degli scambisti, condizione tutt’altro che facile da realizzare nella realtà. Lo sviluppo economico, in questo senso rimane frenato dall’allungamento della catena delle transazioni e dall’elevatezza dei costi di attesa e dei costi di ricerca. E’ a questo punto che gli scambisti convengono sull’opportunità di superare la logica dell’economia del baratto con la moneta merce: si tratta di una moneta che rappresenta un bene che viene identificato con qualsiasi oggetto comodo da conservare e pratico da trasportare, caratterizzato da bassa deperibilità e da alta diffusione (pietra, conchiglia, sale, zucchero ecc…) al quale una collettività di persone attribuisce convenzionalmente il rango di strumento di pagamento e che presenta un potere d’acquisto normalmente corrispondente al valore intrinseco dello stesso bene. Anche la diffusione della moneta merce purtroppo non costituisce una soluzione sufficiente per supportare una significativa intensificazione degli scambi  e l’accelerazione dello sviluppo dei sistemi economici dal momento che incontra un limite fisico alla sua circolazione. La necessità di superare il vincolo descritto porta a realizzare il passaggio dalla moneta merce alla moneta segno.

Presenza di un sistema finanziario primitivo
L’avvento della moneta segno nella forma del biglietto di stato scandisce il passaggio dalla fase di assenza del sistema finanziario a quella della presenza del sistema finanziario primitivo. Il biglietto è uno strumento finanziario nel senso che sottintende un rapporto di credito/debito tra il soggetto che lo possiede da una parte e lo stato che lo ha emesso dall’altro. E’ ragionevole pensare che il sistema finanziario primitivo operi in un contesto di riferimento nel quale anche il sistema economico è evoluto rispetto alla precedente fase incentrata sulla logica del baratto. In particolare si può immaginare che si tratti di un sistema economico che può essere anch’esso definito primitivo e nel quale, rispetto al sistema economico embrionale, vi è una più precisa distinzione di ruoli tra le entità che consumano e quelle che producono e comincia anche a delinearsi la funzione sociale delle amministrazioni pubbliche. Si tratta di una realtà molto semplificata il cui sistema economico è articolato su due mercati (quello del lavoro e quello dei beni e dei servizi) e il cui sistema finanziario è caratterizzato da un unico strumento (la moneta costituita dai biglietti di stato) e da un unico mercato (il mercato di tale moneta)  Il sistema economico primitivo mostra una capacità di accumulazione di risorse più alta rispetto a quella che poteva caratterizzare un sistema economico embrionale, ma pur sempre limitata, ne deriva (data la chiusura agli scambi con l’estero del sistema in esame) un livello di investimenti ridotto e un conseguente potenziale di sviluppo molto basso.

Presenza del sistema finanziario elementare
Le evoluzioni che conducono alla fase del sistema finanziario elementare riguardano sia gli strumenti, sia i mercati, sia gli intermediari.
Strumenti
Per quanto riguarda gli strumenti, il sistema finanziario sviluppa:
strumenti di pagamento: si assiste al declino dei biglietti di stato e al sorgere di quello che all’epoca si chiamavano certificati di deposito monetari e che poi divennero i biglietti di banca. Il declino dei biglietti di stato avviene a causa della sfiducia del pubblico nei confronti delle amministrazioni pubbliche emittenti a seguito della sconsiderata scelta di queste ultime di dilatare le loro spese correnti tramite un incontrollato incremento della circolazione monetaria. Importante diventa il ruolo delle aziende mercantili: il pubblico decide allora di depositare i biglietti di stato presso le aziende mercantili le quali le cambiano con strumenti cartacei. Tali strumenti offrendo esattamente come i biglietti di stato, la possibilità della convertibilità, contengono la promessa dell’emittente del pagamento al portatore, ma non possono essere ancora chiamati biglietti di banca in quanto questa denominazione potrà essere riconosciuta solo nel momento in cui le aziende emittenti completeranno la loro evoluzione cessando l’attività commerciale e svolgendo attività finanziaria
strumenti di credito. Relativamente agli strumenti di credito, si assiste alla nascita dei titoli primari, cioè degli strumenti finanziari emessi dalle unità in deficit finanziario e sottoscritti dalle unità in surplus finanziario. Tale nascita si spiega con il sorgere di due concomitanti esigenze: quella delle imprese non finanziarie di incrementare i loro investimenti reali tale da sviluppare l’attività produttiva, quella delle famiglie di aumentare il loro risparmio  avendo a disposizione, in affiancamento alla moneta che non offre alcuna remunerazione, opportunità di investimento finanziario fruttifere il cui rendimento possa giustificare la decisione di rinviare i consumi nel tempo. I titoli primari sottintendono un rapporto di natura creditizia e presentano caratteristiche tecniche di durata medio-lunga e rendimento relativamente elevato. La durata medio-lunga appare coerente con la necessità delle imprese non finanziarie di coprire spese di ampio respiro come quelle legate agli investimenti reali, ma risulta meno gradita alle famiglie che esprimono una marcata preferenza per la liquidità. La descritta evoluzione degli strumenti porta a uno sviluppo importante rappresentato dalla nascita dei titoli primari che va affiancandosi al mercato della moneta. Il mercato secondario viene toccato invece da sporadiche e rarefatte transazioni.
Questo sistema finanziario  articolato su due mercati (mercato del lavoro e dei beni e servizi) ma i settori istituzionali, mettono in atto un sistema finanziario il cui assetto appare arricchito e ruota su due categorie di strumenti (moneta e titoli primari) e su un primo nucleo di intermediari (le aziende mercantili operanti anche nel campo dei servizi finanziari).
Il sistema economico elementare evidenzia una capacità di accumulazione di risorse più alta rispetto a quella del sistema economico primitivo, ne derivano, data la presenza della chiusura del sistema agli scambi con l’estero, un livello di investimenti parimenti più elevato rispetto a quello del sistema finanziario primitivo, quindi un potenziale di sviluppo maggiore.

Presenza del sistema finanziario evoluto.
Le evoluzioni di questo sistema riguardano sia i mercati che gli intermediari.
Per quanto concerne gli strumenti l’innovazione sta nell’innovazione degli studenti di pagamento e degli strumenti di credito.
Per quanto riguarda gli strumenti di pagamento si assiste al passaggio dai certificati di deposito monetari ai biglietti di banca e, in un secondo momento all’avvento dei depositi a vista in conto corrente. Il tutto è il frutto del compimento del processo di trasformazione in intermediari bancari delle aziende mercantili. I biglietti di banca diventano un mezzo di pagamento accettato per legge, ma contemporaneamente, la loro emissione torna a essere effettuata da un unico soggetto (l’intermediario finanziario che prenderà il nome di istituto di emissione), ne più ne meno come accadeva con i biglietti di stato emessi dall’autorità pubblica. Passando agli strumenti di credito, si assiste alla nascita dei titoli indiretti rappresentati appunto dai depositi a vista, che vanno ad affiancarsi ai titoli primari rappresentati dalle obbligazioni. I titoli indiretti risultano in tutto e per tutto differenti dai titoli primari, le differenze, riguardano il soggetto emittente (gli intermediari finanziari nei titoli indiretti, le imprese non finanziarie nei titoli primari), la durata (breve nei titoli indiretti, medio lunga nei primari), la liquidità (alta ne indiretti, bassa nei primari), il rischio (ridotto nei titoli indiretti, elevato nei primari). I titoli indiretti risultano essere assolutamente più graditi alle unità in surplus finanziario. Il nuovo mercato è un mercato governato dagli intermediari bancari e nel quale le negoziazioni risultano fortemente personalizzate. La sua nascita, peraltro, contribuisce ad accelerare lo sviluppo anche dell’altro mercato, in particolare del comparto secondario le cui negoziazioni nella precedente fase risultavano rarefatte e sporadiche.
Arrivando agli intermediari i termini generali della loro evoluzione vertono sullo sviluppo della funzione creditizia e monetaria. L’avvento di tali funzioni, infatti, porta alla nascita dell’istituto di emissione e delle banche di deposito. Il primo è specializzato nell’emissione della moneta legale , le seconde si presentano come intermediari bancari che esercitano congiuntamente l’attività creditizia e tramite i depositi a vista in conto corrente, l’attività di emissione della moneta bancaria e il cui modello di business, evolve progressivamente verso lo sviluppo delle attività di servizio e delle altre attività di intermediazione finanziaria.
Questo sistema economico rimane articolato su due mercati (lavoro e beni e servizi) , e il sistema finanziario su tre categorie di strumenti (moneta, titoli primari e indiretti)  e su tre tipologie di mercato (mercato della moneta, mercato dei titoli primari e mercato dei titoli indiretti).
Il sistema economico evoluto mostra una capacità di accumulazione di risorse più alta rispetto a quella del sistema elementare, ne deriva una maggiore accumulazione di risorse, un livello di investimenti più elevato, quindi un potenziale di sviluppo maggiore.

Conclusioni.
il sistema finanziario rappresenta una struttura fondamentale per il funzionamento del sistema economico
L’evoluzione dei due sistemi procede in parallelo, nel senso che quanto maggiore risulta il grado di sviluppo del sistema finanziario, maggiore risulta il grado di sviluppo del sistema economico.
Il ruolo chiave del sistema finanziario ai fini della crescita del sistema economico spiega la grande attenzione che i paesi emergenti (est Europa, Cina) prestano all’approntamento di un’infrastruttura finanziaria in grado di alimentare e di sostenere il loro sviluppo
Quando lo sviluppo del sistema finanziario comincia a diventare anormale, nel senso che la nascita di nuovi strumenti, di nuovi mercati e di nuovi intermediari è determinata da motivazioni di elusione delle regolamentazione oppure da valutazioni di pura convenienza economica dei soggetti innovatori e conseguentemente, le condizioni di funzionamento dell’infrastruttura finanziaria non mostrano passi avanti, la dimensione dello stesso sistema rischia di divenire ipertrofica e il contributo allo sviluppo del sistema economico viene meno fino a diventare addirittura negativo
in tale contesto si determinano condizioni favorevoli all’insorgere di fenomeni che minano la credibilità del sistema finanziario e ne mettono in discussione l’assetto e il funzionamento.

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Moneta complementare VS Compensazione Multilaterale

Agli occhi dell’opinione pubblica esistono due categorie di monete complementari, esiste la moneta complementare cartacea (scec per esempio) e le stanze di compensazione (in cui il credito e il debito degli attori si compensano in un grande consorzio con la finalità di acquistare e vendere prodotti senza usare la liquidità) che vengono annoverate fra le monete complementari ma in realtà sono l’antitesi della moneta.

Noi di EFA riteniamo che il primo tipo sia concettualmente e tecnicamente sbagliata quindi da evitare.

Il sistema delle stanze di compensazione invece sono il metodo corretto se si vuole implementare un sistema finanziario etico e cooperativo.
La differenza sta nell’impostazione teorica ma anche pratica dei due sistemi, mentre il primo gruppo di monete complementari parte da questo presupposto: siamo in crisi di liquidità, quindi la liquidità emettiamola noi, il sistema di compensazione che noi riteniamo più virtuoso invece parte dal seguente punto di vista “siamo in una crisi della liquidità a causa della struttura dei mercati finanziari fondati sulla liquidità”.

Gli ideatori del primo gruppo di monete complementari ritiene che attraverso una emissione monetaria fatta da privati complementare a quella a corso legale, si colpisca lo strapotere delle banche e degli intermediari finanziari. Noi riteniamo che questo non sia sufficiente, soprattutto perché non crediamo alla favola dello speculatore cattivo, del cancelliere tedesco di turno che schiavizza il resto d’europa, non crediamo ai complotti.

Noi sostenitori delle stanze di compensazione pensiamo che la colpa vada ricercata nella struttura dei mercati finanziari e nella liquidità del titolo e della moneta. Finchè alle spalle di un credito bilaterale tra due soggetti, ci sia un’emissione di titoli che permetta di mercificare quel rapporto e di romperlo prima della sua chiusura per un’esigenza di liquidabilità immediata, non si potrà parlare di finanza etica e ancora, fintanto che non si proceda ad una vera e propria revisione economica dei trattati commerciali tra paesi che impedisca ad un soggetto di vendere senza poi acquistare per accumulare riserva non si potrà parlare di cooperazione ed infine , fintanto che non si capisca che non è sempre vera la formula economica risparmio = investimento perché esiste una trappola della liquidità che può mantenere indefinitamente le giacenze all’esterno del circuito economico provocando deflazione non si può parlare di sistema finanziario ben fatto.

La questione è tecnica e strutturale prima ancora che morale ed è la seguente: non ci può essere nessun sistema finanziario fatto bene se ha come principio cardine la “preferenza per la liquidità”.
Da questo punto di vista EFA stanza di compensazione sarà un sistema in cui sarà osteggiato in ogni modo la riserva di valore (risparmio, liquidità).

Ma ormai dovreste sapere, se seguite questo blog che una moneta che non abbia la riserva di valore non si possa annoverare fra le monete.

Quindi si arriva alla paradossale conclusione che la compensazione di crediti e debiti all’interno di una stanza di compensazione non abbia nulla a che fare con la moneta. Si potrebbe sicuramente concludere dicendo che dal momento che questo sistema (esistente già in varie parti del mondo) permette a svariati attori commerciali di intrattenere rapporti di vendita e acquisto, per fare economia non è assolutamente necessario usare la moneta, nemmeno quella complementare, ma si può semplicemente congegnare un sistema di compensazione multilaterale (quindi non baratto).

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IL TEMPO DEL DENARO: Le rivoluzioni scientifiche e industriali e la rivoluzione del tempo

Fra il XVII e il XVIII secolo si passa inda un’epoca in cui l’economia è ancora subordinata alle esigenze della comunità umana a un’altra in cui le leggi economiche prendono liberamente il sopravvento ed è l’uomo a doversi   piegare ad esse.

Tale capovolgimento è il frutto di una serie di rivoluzioni, connesse fra loro, destinate a cambiare la condizione umana, prima in Europa e in Occidente, poi, man mano che si viene verso i nostri giorni, sull’intero pianeta. Sono la rivoluzione scintifica, agraria, industriale, tecnologica, demografica, commerciale, creditizia, politica, religiosa.

Il denaro interagisce in modo profondo con tutto ciò. A volte è lo spirito del denaro che li agevola, altre volte ne è uno degli effetti. Secondo Pierre Vilar il passaggio dal feudalesimo al capitalismo è il passaggio da un’economia dove il denaro è secondario a un’economia monetaria.

Alle origini di tutte le altre rivoluzioni c’è però la rivoluzione del tempo. Fino al XVI secolo, più o meno, la stragrande maggioranza degli uomini aveva vissuto nel presente. Il tempo era quello ciclico della natura, della terra, delle stagioni, che sempre si ripete ed è immutabile. Se in alcune civiltà, si pensava al futuro, era un futuro metafisico, religioso, posto al di la delle vicende umane.

Intorno al XVII secolo la percezione del tempo comincia a cambiare. Fa irruzione il dinamico futuro inteso non più come un al di la metafisico, ma come un al di qua concreto, alla portata dell’uomo. Era stato il mercante, col suo bisogno di calcolo, di previsione, di speculazione a introdurre, il concetto di tempo coniugato al futuro.

La scoperta del futuro fu una folgorazione che finì per scalzare dalla mente degli uomini il presente e questa nuova dimensione del tempo lanciò alla grande il denaro. Se ci si pensa, infatti, senza il denaro, qualsiasi calcolo, previsione, progetto, accantonamento di tipo economico, che vada al di là del ciclo stagionale, è impossibile o difficile, mentre il denaro traspone il presente nel futuro e fa retroagire il futuro sul presente.

 

Appunti e riflessioni tratti da “il denaro sterco del demonio” M.Fini.

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