COMITATO PER L'UNITÀ DI CONTO EFA (ECONOMIA FACILITATA) Menu

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IL RICICLO DELLE ECCEDENZE – L’EQUILIBRIO SISTEMICO

Qualsiasi sistema economico contiene elementi che sono portati a esibire eccedenze e altri che presentano dei deficit.

Per mantenere l’equilibrio, il sistema deve essere dotato di un meccanismo di riciclo delle eccedenze che mantenga il flusso di eccedenze dal futuro al presente, dai centri urbani alle aree rurali, dalle regioni sviluppate a quelle meno sviluppate ecc..

Il riciclo delle eccedenze, comunque, diventa ancora più pressante quando le varie regioni sono legate insieme da una valuta comune o da qualche forma di tasso fisso di cambio.

I deficit e le eccedenze persistenti all’interno di una simile unione valutaria sono come placche tettoniche che spingono l’una contro l’altra. Una volta che le svalutazioni valutarie non sono più possibili, affinchè parte dello sforzo venga assorbito, le forze generate dal commercio in continua espansione minacciano di provocare dei terremoti di crescente potenza all’interno dell’unione.

Dato che in un’area valutaria comune legata da un tasso di cambio fisso la valuta non può fluttuare liberamente e svalutarsi per diminuire i deficit commerciali accumulati, le tensioni sul tasso di cambio fisso o sulla valuta comune continueranno ad aumentare sempre di più finchè il sistema non andrà in frantumi. Questo è quanto è avvenuto in Argentina alla fine degli anni novanta ed è ciò che sta capitando all’interno di eurolandia.

Durante il New Deal verso la fine degli anni 30 si istituirono a tal riguardo le unioni di trasferimento fiscale che assicuravano che la disoccupazione e gli assegni sanitari degli stati a deficit venissero pagati da Washington, attingendo alle tasse raccolte dagli stati del surplus. Un altro meccanismo faceva in modo che un conglomerato come Boeing riceveva un importante contratto dal Pentagono per costruire un nuovo caccia o sistema missilistico, veniva poi stabilito che parte degli impianti di produzione sarebbero stati situati in stati depressi.

Questo riciclo assume la forma non di prestiti o trasferimenti, ma di investimenti produttivi in regioni deficitarie che utilizzano le eccedenze prodotte nelle regioni del surplus.

Contestualizzando all’interno di eurolandia il riciclo delle eccedenze potrebbe essere questo:

Se i paesi debitori devono ridurre i deficit di bilancio e i costi dei salari attraverso politiche di austerità

i paesi creditori devono utilizzare i margini di manovra consentiti dal surplus per migliorare le condizioni delle rispettive popolazioni (aumentando i salari per esempio) e così facendo accrescere le esportazioni.

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Aspetti microeconomici crisi finanziarie degli ultimi 30 anni (Crisi Messico, Paesi asiatici, subprime)

Asimmetrie informative
La funzione principale dei mercati di capitale è quello di incanalare gli investimenti verso gli impieghi più produttivi. Uno degli ostacoli maggiori nel raggiungimento di questo obiettivo, essenziale per una crescita economica solida e duratura, è la presenzia di asimmetrie informative.
Che cos’è l’asimmetria informativa? Avviene quando nei mercati finanziari alcuni soggetti hanno informazioni  più accurate di altri, può causare limiti all’accesso al credito da parte di alcune tipologie di imprese solitamente quelle di dimensioni minori.
Le asimmetrie informative nei mercati finanziari danno luogo a due diversi problemi: la selezione avversa e l’azzardo morale.

Selezione avversa:Si manifesta prima della stipula di un contratto di credito e si riferisce alla situazione in cui i soggetti potenzialmente meno desiderabili dal punto di vista dei creditori sono anche quelli che hanno maggiore probabilità di essere selezionati per la concessione del prestito, se il rischio di selezione avversa diventa particolarmente alto, i creditori possono decidere di non concedere prestiti anche se sul mercato ci sono imprese di buona qualità. In un contesto di asimmetrie informative i creditori non possono osservare la qualità specifica di ogni impresa quindi decidono di offrire fondi a un tasso d’interesse che rispecchia la qualità media delle imprese sul mercato. Tuttavia le imprese di buona qualità ritengono questo tasso troppo alto e decidono di uscire dal mercato dove rimarranno solo quelle di bassa qualità. In tali situazione, i creditori si rendono conto che aumentare il tasso d’interesse riduce ulteriormente la qualità delle imprese in cerca di prestiti e preferiranno, dunque, non modificare il prezzo, ma piuttosto ridurre la quantità dei fondi erogati, scegliendo un livello inferiore a quello che porterebbe in equilibrio domanda e offerta. L’eccesso di domanda di prestiti si traduce in una quota di investimenti potenzialmente produttivi, che non vengono finanziati , con conseguenze negative sulla crescita economica. Per minimizzare i rischi di selezione avversa, i creditori devono essere particolarmente abili nell’individuare le imprese di buona qualità a cui concedere i finanziamenti, attività che viene definita di selezione o screaming.

L’azzardo morale, invece, si verifica dopo la stipula del contratto di prestito, e si riferisce ad una situazione in cui i creditori sono esposti al rischio che i debitori compiano azioni opportunistiche mettendo in pericolo la restituzione del prestito. La classica situazione di azzardo morale avviene quando i debitori hanno forti incentivi a investire in progetti particolarmente rischiosi in cui, se il risultato sarà positivo, otterranno profitti elevati; mentre, in caso di risultato negativo, il creditore subirà quasi interamente le perdite. Quando i rischi di azzardo morale sono particolarmente alti, i creditori possono ridurre l’offerta di fondi frenando lo sviluppo economico.
Le attività di selezione e monitoraggio sono molto importanti per la solvibilità delle banche, ma durante le crisi finanziarie sono estremamente difficili da svolgere il che aggrava gli effetti iniziali dello shock.

Asimmetrie informative e crisi finanziarie: Quando i rischi di selezione avversa e azzardo morale raggiungono livelli molto alti, si può verificare una crisi finanziaria di ampie dimensioni. La letteratura delle asimmetrie informative individua tre variabili chiave nell’origine di una crisi: il tasso d’interesse, il ruolo delle garanzie collaterali e il panico tra i depositanti.
L’incremento del tasso d’interesse, che spesso precede una crisi finanziaria, innalza il rischio di selezione avversa facendo allontanare i debitori di buona qualità dal mercato del credito, aumenta il rischio di finanziarie i debitori di bassa qualità portando i creditori a ridurre la quantità di fondi offerti.
Anche la riduzione del valore delle garanzie collaterali può provocare un calo del credito, poiché il meccanismo principale con cui i mercati di capitali affrontano il problema delle asimmetrie informative e proprio l’uso delle garanzie. Se il debitore va in default il creditore può impossessarsi delle garanzia, venderla e recuperare parte del prestito. Quando si verifica una forte riduzione del valore delle garanzie collaterali a causa di un crollo del mercato azionario o svalutazione del tasso di cambio, i creditori diventano più cauti nel concedere prestiti perché in caso di default la quota di fondi che posseggono si riduce.
Infine una crisi finanziaria può essere originata da corse agli sportelli. Se da una parte le banche risolvono il problema delle asimmetrie informative fra creditori e debitori, dall’altra sono soggette allo stesso tipo di problema nei confronti dei depositanti, i quali non hanno sufficienti informazioni per valutare la qualità dell’attivo bancario. La mancanza di informazioni fa scattare una corsa agli sportelli. Ad esempio,  ipotizziamo che l’economia venga colpita da uno shock e che si preveda che nel giro di pochi mesi il 5% delle banche fallirà. In presenza di informazione asimmetrica, i depositanti non riescono a stabilire se la propria banca faccia parte del 5% che fallirà cosicchè sia i depositanti delle banche solvibili che i depositanti di quelle insolventi cercheranno di ritirare i propri fondi.
Il ruolo degli intermediari finanziari nella propagazione delle crisi finanziarie.
Un vincolo molto forte è dato dalla capacità degli intermediari finanziari di erogare credito. Per esempio un aumento dei tassi d’interesse può indurre i risparmiatori di spostare i propri fondi dai depositi verso altre forme d’investimento più remunerative. Se le banche non riescono a compensare tale deflusso di risorse con altre forme di passività, la loro capacità di erogare prestiti si riduce sensibilmente e ciò può inceppare gli ingranaggi dell’economia. I soggetti più penalizzati saranno quelli che usano quasi esclusivamente il credito bancario, che devono quindi ridurre il livello di investimenti. Se invece le banche compensano il deflusso di depositi con altri tipi di passività, allora il volume della raccolta non cambia, ma muta il suo costo giacchè forme alternative ai depositi sono di solito più costose. Il maggior costo della raccolta si traduce in un ulteriore aumento dei tassi d’interesse per le imprese che, anche in questo caso, riducono gli investimenti. Infine, quando le banche subiscono una marcata riduzione del proprio capitale, per esempio a seguito di perdite rilevanti sui prestiti erogati al culmine di un ciclo del credito fortemente espansivo, hanno due alternative per ristabilire il giusto rapporto tra attivo e patrimonio: raccogliere nuovo capitale o ridurre l’offerta di credito. Quando le perdite si verificano al centro di una crisi finanziaria, diventa molto difficile raccogliere nuovo capitale e dunque la risposta è una riduzione dell’offerta di credito (credit crunch).

Soluzione di mercato alle asimmetrie informative.
Una soluzione di mercato alle asimettrie informative è dato dall’utilizzo delle agenzie di rating. Negli ultimi decenni si sono usate tantissimi e le maggiori su scala globale sono Moody’s, S&P e Ficht (pur essendocene un 100 in tutto il mondo). I loro giudizi detti rating sono etichette che vanno da AAA al minimo di DDD. Molti investitori usano i rating per orientarsi sul rischio dei titoli obbligazionari: strumenti finanziari con elevati rating hanno bassa probabilità di default e viceversa, quindi sono sottoposti ad un costo di indebitamento più basso. Queste agenzie vengono spesso criticate circa la loro imparzialità nel destinare rating. E stato più volte osservato che le imprese possono far shopping tra le agenzie fino a trovare quella che, pur di accaparrarsi il cliente è disposta a concedere il rating più alto. Così si creano situazioni di corsa al rialzo in cui le agenzie competono tra loro per offrire le valutazioni che meglio si adattano alle esigenze del cliente, con la conseguenza di trascurare gli investitori. Purtroppo non sono strumenti sufficienti a far fronte alle asimmetrie informative lo si è visto durante la crisi asiatica di fine anni novanta a seguito di errori nella valutazione degli enti sovrani e imprese e durante la crisi degli USA del 2008 nell’errata valutazione della rischiosità di molti titoli, frutto del processo di cartolarizzazione dei mutui subprime.

Appunti e riflessioni da L’instabilità finanziaria, dalla crisi asiatica ai mutui subprime.

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