COMITATO PER L'UNITÀ DI CONTO EFA (ECONOMIA FACILITATA) Menu

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Vantaggi sistemici e personali nell’utilizzo della moneta locale.

L’effetto immediato e devastante sulle imprese, soprattutto piccole e medie, della crisi di liquidità è la restrizione indiscriminata dell’accesso al credito.
Un circuito di compensazione locale fra imprese consente al sistema locale delle imprese di surrogare la mancanza di credito per l’insieme degli scambi che esse operano a livello locale. Più alto è il grado di interazione fra imprese e più elevata è la quota del fabbisogno di liquidità che può essere servita dalla camera di compensazione. Sono le imprese stesse nel loro insieme a fungere da banca per le imprese, facendosi mutuamente credito nella forma di dilazioni di pagamento, non su base bilaterale bensì multilaterale.
VANTAGGIO FINANZIARIO
L’adesione al circuito locale di compensazione di crediti da, dunque, in primo luogo la possibilità di finanziare il proprio capitale circolante senza dover ricorrere al sistema bancario tradizionale.  Questo credito mutualizzato permette di accedere a una liquidità creata e distrutta dal ritmo degli scambi e non si deve acquistare dalle banche il denaro che le banche a loro volta acquistano sul mercato. Ciò comporta una riduzione del costo del finanziamento. In altri termini, il credito costa decisamente meno rispetto ai tassi d’interesse bancari. La camera di compensazione a differenza della banca non sostiene alcun costo per la raccolta di denaro. Inoltre i crediti non ricevono alcun tasso d’interesse, anzi, possono essere addirittura assoggettati a un tasso d’interesse negativo, in tal caso, i creditori partecipano, assieme ai debitori, a coprire i costi di gestione della camera di compensazione.
VANTAGGIO COMPARATO
Al di la del risparmio finanziario, l’adesione a un circuito di compensazione multilaterale comporta di per se un vantaggio comparato, legato alla pura presenza dell’impresa nel circuito. Nella misura in cui è disposta ad accettare di essere pagata in moneta locale, l’impresa aderente diviene più interessante per i sui clienti di un’impresa esterna al circuito, dal momento che questi ultimi potranno contare su modalità di pagamento più allettanti.  L’apertura di un canale di pagamento alternativo e meno costoso rafforza dunque i rapporti fra imprese locali e diviene anche la base per il progressivo allargamento del circuito.
VANTAGGIO COMMERCIALE
In terzo luogo, il vantaggio per tutti i partecipanti è indipendentemente dalla loro posizione, l’aumento delle loro vendite. Aderendo a un circuito di compensazione, ogni impresa potrà vendere più facilmente i propri prodotti e servizi, accedendo al contempo a una domanda più ampia.
ELIMINAZIONE DELLE INSOLVENZE
Non meno importante degli altri punti, è l’eliminazione delle insolvenze tra clienti e fornitori e l’aumento della fiducia reciproca.
SOSTEGNO DEL REDDITO
L’effetto macroeconomico più evidente è un sostegno del reddito generato da una maggiore velocità di circolazione degli attivi. Questo è addirittura rafforzato nell’ipotesi del pagamento in moneta locale di una parte dei salari. Per il fatto stesso che è denominato in moneta locale e non può essere speso al di fuori del circuito, l’intera percentuale del monte salari che viene dato in moneta locale non può che trasformarsi integralmente e velocemente, in domanda locale per prodotti locali.
SOSTEGNO ALLA PRODUZIONE LOCALE E ALLA OCCUPAZIONE
Ci sono anche vantaggi di medio periodo legati al sostegno della produzione locali e alla perequazione fra redditi da lavoro e rendita finanziaria. Il sostegno della produzione locale in moneta locale comporta un sostegno all’occupazione locale e un disincentivo alla delocalizzazione. Accordi di secondo livello ben fatti potrebbero allora prevedere aumenti salariali nel medio periodo, accompagnati da un impegno delle imprese a investire maggiormente sul territorio.
INTEGRAZIONE TERRITORIALE
In un medesimo spazio, insieme politico ed economico, cittadini, imprese e associazioni del terzo settore possono stringere o rafforzare reciproci legami di collaborazione. La rilocalizzazione della finanza non implica affatto una chiusura comunitarista, ma piuttosto una possibilità di riarticolazione delle componenti della vita economica e sociale locale, anche in vista di una partecipazione più solida della comunità territoriale alla competizione globale.
Una moneta locale ben fatta contribuisce a mantenere coesa la società locale, sostiene l’economia locale in modo tale che quest’ultima non reagisca alle crisi con la riduzione delle spese sociali, rafforza il mantenimento sul territorio di competenze lavorative costruite in decenni, rendendo meno appetibile il ricorso alla delocalizzazione. Tutti questi effetti contribuiscono a mantenere elevata la produttività del territorio.
INVERTE IL RAPPORTO GERARCHICO FRA ECONOMIA REALE E FINANZA.
La dove il principio della rendita consente di vedere il lavoro solo come una risorsa da far fruttare, la rilocalizzazione della finanza, nella misura in cui fa giocare anche il tessuto di relazioni in cui il lavoro ha luogo, consente di vedere competenze. La dove la finanza ricominci a radicarsi nell’economia locale, quest’ultima può apparire nella struttura di rete di relazioni economiche e sociali.
In questi ultimi anni si è parlato di territorio come risorsa e di territorio come elemento identitario, da contrapporre alla globalizzazione, può darsi che le cose siano più semplici di ogni contrapposizione, e che, un territorio economico sia essenzialmente un’aria respirata insieme. Il rafforzamento delle relazioni di libero mercato a partire da uno strumento di libero mercato come la moneta complementare ha a che fare con la possibilità di continuare a respirare la medesima aria proprio perché ci si da respiro a vicenda. Uno schema locale di compensazione di crediti è una razionalizzazione, una generalizzazione e una concretizzazione del principio del respiro commerciale.
CAMERA DI COMPENSAZIONE COME BANCA PUBBLICA.
Detto in un altro modo: una camera di compensazione locale come quella che stiamo esponendo è di fatto una banca pubblica locale dedicata al finanziamento del suo tessuto produttivo che rappresenta il fondo vitale di un’economia. Si tratta di una banca pubblica non perché utilizza capitali pubblici, perché pubblica è la logica che adotta e il servizio che rende. Pubblica è la banca cooperativo è il credito. Una banca pubblica come puro intermediario finanziario che non compra e non vende niente, ma tiene insieme in una relazione potenzialmente virtuosa debitori e creditori.
AUMENTO DELLA DOMANDA DI BENI E SERVIZI LOCALI.
L’Integrazione locale supportata dalla moneta locale complementare porta con sé un aumento del volume degli scambi all’interno della comunità dei soggetti aderenti al circuito monetario e creditizio. Nella misura in cui si fa attraverso un aumento della velocità di circolazione della moneta, tale aumento non abbisogna di iniezioni di liquidità. L’effetto antidepressivo è chiaro: gli scambi generano essi stessi moneta e si automatizzano dalle decisioni di tesaurizzazione monetaria che caratterizzano le crisi di liquidità( trappola della liquidità e credit crunch)
L’AUMENTO DELLA DOMANDA NON CREA INFLAZIONE.
Infatti, L’effetto macroeconomico di sostegno alla domanda non passa ne per un aumento della quantità di moneta ne per un aumento della spesa pubblica locale, ma per l’aumento degli scambi stessi.
RAFFORZAMENTO DELL’EMERSIONE DEI PAGAMENTI IN NERO.
La nostra ipostesi è infatti che i pagamenti in moneta locale siano neutrali dal punto di vista del fisco; ossia che si applichino a essi tutte le normali imposte che gravano sui pagamenti in moneta ufficiale. L’incremento del gettito fiscale potrebbe essere ulteriormente rafforzato dall’emersione dei pagamenti in nero; infatti. poiché la moneta locale è una moneta elettronica, le transazioni in moneta locale sono tutte pienamente tracciabili.
AMMINISTRAZIONE PUBBLICA E POLITICHE SOCIALI.
Aggiungo un’ultima, ma non meno rilevante, considerazione, pensando in particolare alla situazione italiana e alle discussioni degli ultimi mesi sui ritardi nei pagamenti delle amministrazioni pubbliche. Un’amministrazione pubblica che aderisse ad un sistema locale di compensazione potrebbe smettere di pesare sulla struttura finanziaria delle imprese a causa dei ritardi nei pagamenti. Quella compensazione fra debiti e crediti della pubblica amministrazione e nei confronti delle imprese, che è stata variamente invocata suggerendo espedienti più o meno compatibili con l’ordinamento giuridico e tributario, all’interno di un circuito di compensazione locale diverrebbe un’operazione del tutto ordinaria e controllabile

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CRITICA AL TASSO D’INTERESSE

Il principale responsabile della dicotomia fra capitalismo finanziario e economia reale si chiama tasso d’interesse!

Criticare il tasso d’interesse è la cosa che più fa rabbrividire un economista ortodosso!

Ma la critica viene da un economista eterodosso e da un giurista ormai scomparso:

MASSIMO AMATO (Bocconi)
IL TASSO D’INTERESSE COME IL PREZZO PER DETENERE LIQUIDITA’
Io pago un prezzo quando compro una merce!  Ma la LIQUIDITA’ è una merce? Se fosse una merce come tutte le merci si deteriorerebbe con il tempo, invece lei con il tempo mantiene il suo valore! Con il tempo permette l’accumulo e la fuoriuscita dalla circolazione monetaria. Diventa così la merce più domandata facendo lievitare il prezzo per accaparrarsene. Il prezzo o tasso d’interesse cresce in maniera molto maggiore rispetto alla redditività degli investimenti produttivi quindi spinge il risparmio (compreso quello delle Banche) verso di essa piuttosto che verso la produzione. La LIQUIDITA’ da mezzo di scambio diventa la finalità dello scambio.

GIACINTO AURITI (UNIVERSITA’ DI ROMA E TERAMO – SCOMPARSO NEL 2006)
IL PREZZO LO PAGO SE ACQUISTO QUALCOSA CHE APPARTIENE A QUALCUN ALTRO, NON LO PAGO SE QUELLA COSA MI APPARTIENE.
Vi siete mai chiesti di chi è la liquidità in circolazione! Nelle scorse settimane
è arrivata la risposta all’interrogazione presentata dall’Europarlamentare Marco Scurria sulla natura giuridica dell’Euro e la risposta è stata che non è di chi la emette, da nessuna parte sta scritto che è delle Banche centrali anzi è di chi la fa circolare. Qui entra in gioco l’opera di Auriti.
Egli diceva che le Banche centrali non potevano far pagare un interesse per prestare moneta agli stati in quanto il prestare è una qualità esclusiva del proprietario e loro non lo sono. Il paradosso è che la moneta è di chi la utilizza, essendo noi gli utilizzatori e i proprietari della moneta perchè paghiamo un tasso d’interesse (prezzo) per qualcosa che ci appartiene?

Il tasso d’interesse come si nota dall’opera di questi due grandi studiosi è il maggiore responsabile dell’indebitamento pubblico e privato ed è il fautore della crisi dell’economia reale.

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Trappola della liquidità

“Si può portare un cammello alla fonte, ma non lo si può obbligare a bere!”.
La politica monetaria espansiva (stampa di moneta per rilanciare l’economia) è insufficiente perchè il problema non è la scarsa liquidità ma la crisi di liquidità come fondamento della finanza di mercato

Ci sono casi in cui pur avendo gli stati la sovranità monetaria, le eventuali politiche monetarie espansive (stampa di moneta per rilanciare l’economia) non sortiscono effetti di crescita economica. Questo a causa della seguente massima di Keynes “Si può portare un cammello alla fonte, ma non lo si può obbligare a bere!”. Il Giappone ne è un esempio, nonostante le immense iniezioni di liquidità della BOJ (Banca centrale sovrana), i tassi d’interesse vicini allo 0 e la scarsa fiducia verso il futuro hanno innescato ciò che Keynes chiamava Trappola della liquidità (la politica monetaria è insufficiente a rilanciare la domanda):
i risparmiatori giapponesi per paura del futuro non fanno girare l’enorme massa di liquidità emessa dalle banche ma la trattengono in attesa di momenti migliori (Chissà se arriveranno mai!) e in attesa di tassi d’interesse maggiori (Chissà se arriveranno mai!). Ciò riduce enormemente la domanda di beni e servizi provocando deflazione e trappola della liquidità

Credo che l’Europa sia in preda allo stesso fenomeno secondo il mio punto di vista è necessario risorvere il problema della liquidità in quanto riserva di valore.
E’ solamente scindendo la valuta di riserva da una valuta di spesa che si otterranno due effetti importanti:
da un lato si potrà continuare a risparmiare (in quanto il risparmio è indispensabile per difendersi dall’incertezza del futuro )
dall’altro l’economia reale non risentirà dell’effetto deflattivo e di trappola della liquidità e sarà tutelata da una valuta che aumenterà la circolazione monetaria.

Suggerisco a tutti di leggere questo trattato sul Giappone:

http://dipeco.economia.unimib.it/persone/stanca/polec/tesine/blanga.pdf

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