COMITATO PER L'UNITÀ DI CONTO EFA (ECONOMIA FACILITATA) Menu

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E’ legittimo il tasso d’interesse o è ciò che rende impropria una moneta?

C’è una grande confusione fra moneta  e ricchezza, fra moneta come flusso e moneta come stock. La questione si può condensare ancora più semplicemente nella seguente domanda: può la moneta in quanto ciò che consente lo scambio delle merci, essere considerata essa stessa una merce? Nel monento in cui la moneta cessa di essere mezzo di scambio e diventa una merce si può parlare di uso improprio della moneta e addirittura si possono gettare le basi per parlare di usura. La questione dell’usura non è innanzitutto una questione quantitativa connessa alla limitazione per via legale del tasso massimo d’interesse. Questa è piuttosto una forma del problema tardiva e depotenziata, per non dire deprivata di ogni rapporto con il senso. La moneta è stata istituita (Aristotele) per servire come luogo di misura e in secondo luogo come intermediaria dello scambio. Si può parlare di uso improprio della moneta e di usura nel momento in cui la moneta merce trasforma il mezzo con il fine monetario. Questa trasformazione è stata possibile grazie all’istituzione del prestito ad interesse dal momento che dare un prezzo alla riserva di moneta ha dato il via alla tesaurizzazione e ha fatto sorgere l’idea secondo cui la moneta non è il mezzo ma l’oggetto dell’arricchimento. La moneta in questo modo diventa una delle merci più domandate e toglie linfa vitale all’economia reale  che avrebbe invece bisogno della moneta come mezzo di scambio.L’economia reale non cresce perchè qualcuno (spinto dalla preferenza per la liquidità) preferisce alla merce reale (prodotta con il lavoro)  la moneta merce (prodotta con i tassi d’interesse).

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